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Il Colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro è spesso un aspetto molto importante nella vita di tutti i giorni. La domanda più classica che viene fatta durante questi colloqui è “Mi parli di lei.”  Non essere preparati, e in grado di soddisfare tale richiesta, potrebbe metterci in una posizione non molto favorevole. Ora bisognerebbe chiedersi, “Perché in molti non sono in grado di rispondere a una domanda così semplice?”

job_7Per prima cosa si tratta di una vera e propria domanda aperta, normalmente posta dal selezionatore per aprire la sessione del colloquio. È di conseguenza un invito fatto al candidato per presentarsi in modo generale, rompere il ghiaccio e avviare la serie di domande che definiranno la nostra posizione all’interno del colloquio. La principale difficoltà relativa a questa specifica domanda è insita nella sua completa generalità, quindi nell’assenza di elementi specifici in grado di definire una risposta certa, relativa a un ambito o un arco temporale ben definito. Come affrontare questa domanda?

La prima cosa da fare è mettersi il più possibile nei panni dell’intervistatore. Bisogna quindi pensare che il selezionatore non ci conosce assolutamente e desidera comprendere chi siano in realtà, quali siano le nostre precedenti esperienze e cosa stiamo facendo esattamente durante questo periodo. La risposta può essere quindi molto varia, a seconda della propria anzianità a livello professionale e ovviamente dall’età anagrafica. In ogni caso le regole fondamentali restano generalmente due:

  • Non raccontare assolutamente tutti i dettagli della nostra vita personale
  • Condividere in modo intelligente solamente informazioni pertinenti al lavoro

Sarà necessario evitare in modo attento un racconto dettagliato di tutta la nostra vita. Potremmo quindi accennare rapidamente alle nostre origini, gli studi intrapresi, le proprie scelte personali e quanto queste abbiano influito sul nostro percorso a livello professionale. Successivamente sarà necessario proseguire cronologicamente, parlando delle varie esperienze lavorative, partendo da quella più datata fino ad arrivare agli impieghi più recenti, cercando di tenere un filo cronologico ben strutturato.

Basandosi sulle proprie esperienze personali, è una buona idea soffermarsi sulle esperienze lavorative più importanti. I candidati che non abbiano particolari esperienze a livello lavorativo, potranno invece soffermarsi con attenzione su tutte le competenze acquisite nel corso dei tirocini, stage e durante la creazione della tesi di laurea. Coloro che hanno invece maturato svariate esperienze lavorative dovranno scegliere con attenzione quali descrivere dettagliatamente e quali accennare in modo rapido, il tutto basandosi sulla tipologia di colloquio e la richiesta lavorativa.

Durante il colloquio è quindi molto importante la capacità di sintesi e di analisi, in modo da descrivere rapidamente un quadro completo della nostra vita e delle nostre capacità, competenze lavorative e abilità specifiche. È quindi possibile sfruttare questa tipologia di domanda aperta a nostro vantaggio, in modo da evidenziare degli aspetti non sempre riscontrabili semplicemente attraverso il curriculum, ma che possono divenire un valore aggiunto nel corso del colloquio, aumentando le possibilità che la nostra candidatura venga presa in considerazione.

Il contenuto delle nostre risposte è importante, ma la forma è certamente l’aspetto che definirà quanto il nostro interlocutore seguirà il discorso che stiamo facendo. Stimolarne la curiosità è un aspetto molto importante, così come evitare di elencare in modo robotico tutte le esperienze lavorative. Il ritmo e la creatività del racconto ci permetteranno di essere ascoltati con attenzione dal nostro interlocutore.